Andalusia: itinerario on-the-road di 5 giorni

L’Andalusia è una terra magica che si presta benissimo ad un viaggio on-the-road, così da poter visitare luoghi e paesini difficili da raggiungere con i mezzi pubblici. Ecco quindi un itinerario che parte da Siviglia e prevede come ultima tappa Cadice passando per Cordoba, escludendo quindi città come Granada e Malaga. Per quest’ultime, vi rimando ai miei articoli dell’Interrail che trovate qui di seguito: Interrail- Parte 1Interrail-Parte 2. Per noleggiare l’auto mi sono affidata a Discovercars, un portale che compara i prezzi di varie compagnie di noleggio offrendovi le tariffe più vantaggiose.

Prima tappa – Siviglia

Avendo già visitato Siviglia due volte, abbiamo scelto di fermarci qui per una sola notte, ma è una città meravigliosa da vivere appieno; pertanto, se è la vostra prima visita, vi consiglio di dedicarle almeno 3-4 giorni. Da non perdere Plaza de España, dove potreste assistere a uno spettacolo improvvisato di flamenco, la cattedrale e la torre dell’oro lungo il Guadalquivir, il Real Alcazar, che vi lascerà senza fiato, e i quartieri di Triana e Santa Cruz. Abbiamo poi deciso di visitare un palazzo meno conosciuto ma molto interessante, anche grazie alla storia di chi vi ha vissuto, la Duchessa di Alba Cayetana, la donna con più titoli nobiliari al mondo. Sto parlando del Palacio de las Dueñas, aperto al pubblico dal 2016 e che quest’anno ospita anche una mostra dedicata alla duchessa. Il biglietto costa 15€, ma è possibile prenotare anche la visita guidata a 22€; per gli orari vi rimando al sito ufficiale.
Durante questa tappa veloce, però, abbiamo scoperto alcune vere e proprie chicche dove mangiare, consigliate da una persona del posto: Bar San Juan de la Palma e El Rincón come tapas bar, e El Picadero per la colazione, rigorosamente a base di tostadas (consiglio quella con pomodoro a fette e salmone).

Seconda tappa – Cordoba

Riprendiamo la macchina direzione Cordoba, che dista circa un’ora e mezza da Siviglia, facendo una breve sosta a Carmona, una città fortificata che è stata attraversata da diverse culture lasciando delle impronte ancora ben visibili. Se arrivate da Siviglia, accederete al centro storico attraversa l’imponente Puerta de Sevilla e il suo Alcazar. Il centro è un susseguirsi di stradine tra le quali troverete monumenti, chiese, conventi e molto altro fino ad arrivare alla piazza principale San Fernando.
Proseguiamo verso Cordoba dove l’indomani ci aspetta la visita alla Mezquita, la moschea-cattedrale simbolo della città; attenzione ad acquistare il biglietto solo dal sito ufficiale. La Mezquita si trova nel casco antiguo della città, a pochi passi dalla Juderia, il quartiere ebraico dove si trova una delle 3 sinagoghe ancora presenti in Spagna. Accanto a quest’ultima si trova la Casa Andalusi, una casa-museo che ricrea una tipica abitazione andalusa durante il periodo del califfato; all’interno si trova anche un piccolo museo della carta e una collezione di monete antiche. Il biglietto costa 4 €.
Lì vicino si trova un localino abbastanza spartano ma frequentato dalla gente del posto con tapas buonissime e vino/birra alla spina: si chiama Bodega Guzmán: fermatevi anche solo per respirare il clima amichevole del luogo e magari scambiare qualche parola con dei locals.
Altri posti da visitare sono l’Alcázar de los Reyes Cristianos, Palazzo Viana e la Calle de Flores. A maggio si svolge anche il Festival de los Patios, festa dichiarata Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, dove è possibile entrare nei cortili del centro storico per decretarne poi il più bello. A Cordoba abbiamo alloggiato presso l’Hotel Cetina Casa de Aguilar, in pieno centro con delle camere equiparabili a quelle di un 4 stelle con tanto di macchinetta Nespresso e piastra per capelli! Molto bello anche Hotel NH Collection Palacio de Córdoba dove ci siamo fermati per un caffè.


Terza tappa – Arcos de la Frontera e Jerez

Iniziamo la nostra discesa verso Cadice fermandoci prima una notte ad Arcos de la Frontera, per poi fare una tappa degustazione a Jerez.
Arcos è annoverato tra i più belli pueblos blancos dell’Andalusia, arroccato su un altopiano che sovrasta la valle sottostante e che regala scorci incantevoli dai tanti miradores sparsi per il borgo. Il castello domina dall’alto il centro storico dove si trovano la basilica di Santa María de la Asunción, il Vicolo delle Monache che offre un bel colpo d’occhio agli archi che caratterizzano il borgo, la Chiesa di San Pedro e il convento delle Mercedarias Descalzas famoso per i suoi dolci. Il posto dove abbiamo cenato ha aggiunto la ciliegina sulla torta a questo mini soggiorno a Arcos: il ristorante si chiama Aljibe e offre piatti tipici andalusi contaminati con i sapori e gli aromi della cucina marocchina/mediterranea. Il servizio è impeccabile, l’accoglienza super e il cibo lo definirei quasi gourmet. Sicuramente uno dei migliori ristoranti in cui abbia mangiato in questa vacanza. L’hotel scelto per questa tappa è in pieno centro con una terrazza che regala una vista impagabile, con camere essenziali ma spaziose e pulite. Qui di seguito il link: La Casa Grande.

L’indomani proseguiamo per raggiugere Jerez de la Frontera, terra dello sherry, dove prenotare una degustazione è quasi d’obbligo. C’è davvero l’imbarazzo della scelta tra cantine famose come Bodegas Fundador o Bodega Lustao e altre più piccoline, magari a conduzione familiare. Dopo qualche ricerca, abbiamo deciso di prenotare la nostra visita da Fernando de Castilla. Abbiamo fatto un giro della cantina, durante la quale ci è stato spiegato il procedimento che porta alla creazione del vino Sherry, dal “velo di fiore” che lo protegge dall’ossigenazione al sistema di invecchiamento in botti esclusivamente di legno, per concludere con una degustazione di quattro vini e ovviamente il brandy, direttamente dalle botti.
Prima di ripartire, abbiamo pranzato da Tabankino, un tabanco (osteria) gourmet, che consiglio vivamente. Il proprietario Quino da quel valore aggiunto a dei piatti che sono davvero deliziosi; basta leggere le recensioni su Google e TripAdvisor per capire che vale la pena fermarsi qui.


Quarta tappa – Cadice

Concludiamo il nostro on-the-road a Cadice, la città della luce, fondata dai fenici intorno al 1100 a.C. e tra le più antiche d’Europa. Una volta attraversato il Ponte della Costituzione, sarete già arrivati nel cuore del centro storico. Per parcheggiare l’auto, vi consiglio il parking della stazione dei treni (Saba Parking, Cádiz Train Station), molto più economico rispetto al Parking Las Calesas. Il centro è piccolino e si gira benissimo a piedi: il cuore pulsante è rappresentato dalla cattedrale, bellissima, la cui Torre de Poniente è aperta al pubblico per salire e ammirare la città dall’alto. Imperdibile anche il mercato centrale dove abbiamo assaggiato delle ostriche buonissime e fatto un giro per le tante bancarelle affollate sia di turisti ma anche da tante persone del posto. Poco distante è possibile ammirare gratuitamente i resti dell’Antico Teatro Romano, tra i più grandi mai costruiti. Se avete voglia di un po’ di relax, Playa la Caleta è la più vicina al centro storico, ideale anche per ammirare il tramonto; se cercate invece una spiaggia più grande, Playa de la Victoria fa al caso vostro.
Tra i tapas bar che ho provato e che mi sono piaciuti ci sono Taberna La Vinera e Casa Pepe, mentre come ristorante ci è stato consigliato Salicornia.


L’Andalusia è una terra magica, ospitale e piena di vita dove spero di tornare presto ❤

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